Il 6 settembre sul canale YouTube Amelia Cepollaro Photography sarà pubblicato un nuovo Mini Doc dedicato a uno dei luoghi più simbolici e controversi della storia di Salonicco: il Genti Koule.
Ci sono luoghi che non sono semplicemente edifici, ma veri e propri custodi di memoria.
Luoghi dove le pietre sembrano conservare ancora le voci di chi li ha attraversati. Il Genti Koule è uno di questi.
Situato nel punto più alto dell’Ano Poli, la città alta di Salonicco, questa antica fortezza ha attraversato secoli di storia: dalle origini bizantine alla dominazione ottomana, fino alla sua trasformazione in uno dei carceri più conosciuti e temuti della Grecia.
Nel nuovo Mini Doc entreremo tra le sue mura per ripercorrere la storia di questo luogo: una fortezza nata per difendere la città e diventata, nel tempo, uno spazio di detenzione che ha accolto criminali comuni, prigionieri politici e oppositori dei diversi regimi.
Attraverso immagini, racconti e testimonianze scopriremo anche il lato più umano del Genti Koule: le storie delle persone che hanno vissuto quei corridoi, quelle celle e quei momenti difficili.



Una parte speciale del documentario sarà dedicata alla testimonianza del signor Kostas Levendis, il cui padre fu incarcerato proprio qui a causa delle sue idee politiche. Attraverso i suoi ricordi entreremo in una pagina della storia greca fatta di lotte, sofferenze, resistenza e speranza.
Il viaggio ci porterà anche alla scoperta del legame tra il Genti Koule e il rebetiko, la musica popolare greca nata nei quartieri popolari, che ha saputo raccontare il dolore, la nostalgia per la libertà e le emozioni di intere generazioni.
Perché il Genti Koule non è soltanto una fortezza o un antico carcere. È un luogo della memoria. Un luogo dove la storia ufficiale incontra le storie personali di uomini e donne che hanno lasciato una traccia indelebile.
Dal 6 settembre vi invito a scoprire con me il Genti Koule, una storia che ancora oggi vive dietro queste mura.
📌 Appuntamento sul canale YouTube Amelia Cepollaro Photography.
